Di chiacchiere virtuali e d'altre cose
scritto da Beatasolitudine il mercoledì, 24 giugno 2009 ,17:35
E' vero, scrivo meno spesso, e quasi solo di politica. Mi piace ancora parlar d'altro, ci mancherebbe, ma forse qualcosa è cambiato. Nella blogosfera, innanzitutto. L'espansione di Facebook ha drasticamente diminuito il numero di blogger attivi, buona parte dei quali ne sono stati quasi completamente assorbiti. No, state tranquilli, per quanto io avversi l'antipatico quanto celeberrimo social network, non sono intenzionata a rifilarvi l'ennesima tirata sull'argomento. E poi certo, chi chiacchierava di fiorellini e gattini lo farà anche lì; chi tentava di scrivere d'altro si comporterà allo stesso modo. Però il blog costituisce uno scambio di energie completamente diverso, di un livello meno veloce, epidermico, superficiale. Non cambia il mondo nè le persone, ma induce ad una comunicazione lontanissima dal carla ha mangiato il gelato o sandro è fan di gatto silvestro. Che va benissimo, sia chiaro; io, come già detto, sono futile per indole e fatua per scelta. Ma non possiamo limitarci a questo; tanto varrebbe star zitti. E temo che sia proprio l'abitudine all'alzata rassegnata di spalle il nostro problema.
Ecco, forse è per questo che scrivo di politica, che ricomincio con la politica. Dal basso che più basso non si può. Da una tessera di partito, evento mai più ripetuto dai tempi lontani e gloriosi della FGCI. Perchè non spero nei miracoli, perchè so che non riceveremo regali, perchè non mi faccio illusioni. Perchè sono sfinita. Perchè provare a ricostruire qualcosa è una necessità ormai impellente. Perchè ricominciare a rivendicare quel che è nostro assoluto diritto è doveroso.
Certo, nessuno è immortale, benchè su Andreotti cominci a coltivare qualche dubbio. Prima o poi sparirà anche lui, il signor B., con i suoi orridi ciondoli brilluccicanti - le spaventose farfallone, le pacchianissime tartarugone - le sue corruttele, i suoi scherani adoranti, i suoi avvocati prezzolati. Ma intanto stiamo morendo noi.
Tango, se vi piace
Ecco, forse è per questo che scrivo di politica, che ricomincio con la politica. Dal basso che più basso non si può. Da una tessera di partito, evento mai più ripetuto dai tempi lontani e gloriosi della FGCI. Perchè non spero nei miracoli, perchè so che non riceveremo regali, perchè non mi faccio illusioni. Perchè sono sfinita. Perchè provare a ricostruire qualcosa è una necessità ormai impellente. Perchè ricominciare a rivendicare quel che è nostro assoluto diritto è doveroso.
Certo, nessuno è immortale, benchè su Andreotti cominci a coltivare qualche dubbio. Prima o poi sparirà anche lui, il signor B., con i suoi orridi ciondoli brilluccicanti - le spaventose farfallone, le pacchianissime tartarugone - le sue corruttele, i suoi scherani adoranti, i suoi avvocati prezzolati. Ma intanto stiamo morendo noi.









